Raccolta delle Buone prassi più significative elaborate dagli Uffici giudiziari

La raccolta che l’Ispettorato Generale presso il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul proprio sito Internet ha l’intento di censire le migliori prassi e i modelli organizzativi messi in atto dagli Uffici giudiziari, nell’arco temporale a decorrere dal 2015 fino all’anno in corso.

Si tratta delle prassi oggetto di rilevazione nel corso delle ispezioni e riportate nelle relative relazioni ispettive succedutesi nel periodo preso in considerazione e intensificatesi dall’anno 2021 in poi, delle quali si è verificato, in corso di ispezione, il positivo impatto sull’attività degli Uffici.

La raccolta è stata, inoltre, agevolata da un apposito questionario, allegato al Modello ispettivo, che ha guidato i Capi delle équipe ispettive nell’acquisizione delle relative informazioni.

La rilevazione in argomento assume il valore di importante indagine conoscitiva.

Il monitoraggio effettuato ha coinvolto tutti gli Uffici giudiziari distinti per gradi e funzioni (con esclusione degli Uffici del Giudice di pace), per anno di rilevazione ispettiva – fa eccezione il Focus di presentazione relativo ai Bilanci di responsabilità sociale che tiene conto dell’anno di presentazione degli stessi -, per macroaree e per ambiti di intervento.

La finalità del lavoro ha l’aspirazione di affrontare due aspetti apparentemente differenti ma che, nella sostanza, sono strettamente correlati tra loro.

Specificatamente, lo scopo è, da un lato, quello di far emergere, le predette esperienze in modo organico, con l’intento di costituire uno strumento conoscitivo pragmaticamente orientato affinché gli stessi Uffici giudiziari abbiano un ampio ventaglio di scelta nella ricerca dei migliori modelli gestionali sperimentati sul territorio nazionale.

D’altro canto, il fine è quello di contribuire all’efficientamento del Servizio giustizia. La ratio delle Best practices, infatti, consiste nel favorire il miglioramento fattuale del servizio mediante l’implementazione di comportamenti virtuosi diretti a catalizzare la messa in opera di condotte innovative, capaci di assurgere a modello positivo di sistema.

È bene far presente che il lavoro in questione non ha l’intento di duplicare l’analogo impegno assicurato dal CSM. Le macroaeree nell’ambito delle quali si è provveduto a classificare l’intera raccolta si è sostanzialmente concentrata su quattro categorie: l’”Organizzazione del processo civile”, l’”Organizzazione del processo penale”, la “Cooperazione con il territorio e con gli Ordini professionali” e il “Funzionamento dell'ufficio e assistenza al cittadino”.

Per due di queste macroaree si è deciso di dare una specifica attenzione, a sé stante.

L’Organizzazione del processo civile e quello del processo penale sono, infatti, due macroaree che si sono volute mantenere in modo distinto per facilitarne la consultazione e consentirne l’accesso in modo diretto. Le stesse sono comunque state riportate anche nella raccolta complessiva.

Ogni macroarea è stata, poi, suddivisa per “Ambiti di intervento” al fine di specificare ulteriormente il dettaglio di catalogazione e agevolare, così, la ricerca di specifici argomenti.

Gli ambiti di intervento sono elencati, in uno alle macroaree, nel Piano di classificazione, anch’esso pubblicato nella sezione on-line dedicata alle Buone prassi.

Nella colonna adiacente gli ambiti di intervento è presente una sintetica descrizione della buona prassi registrata, nonché il documento, lì ove disponibile, da cui trae origine la prassi virtuosa.

Altra scelta metodologica che si ritiene utile rappresentare è stata quella di assegnare specifica dignità ad alcuni argomenti, anch’essi già oggetto di classificazione nelle rispettive macroaree e ambiti d’intervento. Si è voluta realizzare una sotto-sezione dedicata a sei argomenti che assumono il significato di autonomi “Focus”.

Essi sono quelli su: Bilanci di responsabilità sociale; Cooperazione con il territorio; Convenzioni tra uffici giudiziari e case circondariali per l’inserimento socio-lavorativo dei detenuti; Rapporti con gli organi di informazione e di stampa; Violenza di genere: Media-conciliazione (protocolli adottati per la realizzazione e consultazione di banche dati volte a raccogliere a livello distrettuale i precedenti giudiziari di natura conciliativa).

La raccolta complessiva permette, ad ogni modo, di conservare una visione d’insieme organica, in modo tale da avere uno strumento di ricerca generale che, a scelta dell’utente, consente di attivare le scelte di interesse mediante la valorizzazione dei campi di ricerca preferiti cliccando sugli apici del capo di ciascuna colonna.

Lo strumento messo a disposizione dalla piattaforma web consente, infatti, di poter configurare a piacimento dell’utente l’ordine di lettura – crescente o decrescente in base ai valori presenti nelle rispettive colonne - e di raggruppare le buone prassi agendo sui comandi prima specificati.

Il lavoro in questione non rappresenta un archivio concluso poiché, per sua stessa natura, si presenta come un lavoro dinamico e, dunque, in continuo aggiornamento.

Le esperienze raccolte, infatti, sono destinate ad ampliarsi non solo per via delle nuove attività ispettive che si succederanno nel tempo, ma anche in considerazione della continua raccolta di informazioni e documenti curata dal Reparto Studi dell’Ispettorato Generale e dal personale di supporto allo stesso.

Dicembre 2023                                                       

 

 

        Focus


Piano di Classificazione

Piano di classificazione

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